imprevisti

Il 2020 è stato davvero un anno di grandi cambiamenti, oltre a tutti gli aspetti sociali, ha portato all’aumento dei consumi domestici e di conseguenza ai costi.

A gestire gli imprevisti probabilmente siamo capaci tutti, in un modo o nell’altro ci si arrangia per superare l’ostacolo, ma si è mai considerato come poter superare gli imprevisti energetici che si possono presentare nel corso del tempo con le proprie forniture luce e gas?

L’esempio lampante è stato proprio il 2020.

Per molti consumatori un anno da dimenticare, ci siamo visti da un giorno all’altro privati della nostra libertà, con tutto ciò che ne è conseguito.

E come se non bastasse da una parte è diminuito il lavoro, dall’altra sono aumentati fisiologicamente i consumi.

Oltre all’aspetto puramente “ricreativo” di passare il tempo all’interno delle mura domestiche durante i vari lockdown, ha incisivo il cambio repentino sulle modalità di lavoro e della didattica.

Smart working, lavoro agile, lavoro da casa

Molteplici termini sono stati associati al fatto di dover trasportare il proprio lavoro dalla propria postazione fisica, all’interno delle nostre case, a cui si unisce il termine DAD, che non è il termine inglese che sta a significare “papà” ma “didattica a distanza” che ha visto centinaia di migliaia di studenti e relative famiglie approcciare con questo nuovo metodo di studio.

Tutto ciò non ha fatto altro che incidere sui consumi e di conseguenza sulla spesa energetica delle famiglie.

Di recente SOStariffe.it ha stimato tutte le maggiorazioni di spesa per luce, gas e internet fisso, dovute alle attività di studio e/o lavoro nel 2020.

Quello che ne fuoriuscito fuori è che in media gli italiani hanno speso diverse centinaia di euro per far fronte all’aumento dei propri consumi.

Una stima che varia tra i 145 e 268 euro in più, in base alla conformazione del nucleo familiare (single, coppie e famiglie).

Tutto questo si traduce in una mancanza di consapevolezza da parte dei consumatori nel poter prevedere le proprie spese energetiche.

Difatti, i consumatori, in linea di massima conoscono l’andamento dei propri consumi durante l’anno, sanno che mediamente pagheranno un tot nel periodo estivo e un altro tot nel periodo invernale.

Questa consapevolezza nel 2020 è venuta a mancare, in quanto con l’aumento dei consumi si è perso l’orientamento nel gestire la propria spesa energetica e di conseguenza cercare di dover ulteriormente tamponare la situazione, già abbastanza complessa di suo.

Le famiglie le più colpite

Il profilo di consumatore-tipo che ha risentito di più di questa situazione sono state proprie le famiglie.

In media i nuclei familiari hanno speso 1661€ per la luce e per il gas, con un incremento di circa il 13% dettato dal “nuovo stile di vita”.

Tutti speriamo di poter uscire quanto prima da questa situazione e di ritornare alla normalità, ma è inutile nasconderlo: dopo questa emergenza mondiale probabilmente tutto non sarà più come prima.

Probabilmente ci sarà un’attenzione maggiore soprattutto verso l’economia familiare, per farsi di poter fronteggiare un’altra emergenza del genere.

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