Uomo che si libera dalle bollette

È ufficiale dal 1 Gennaio 2021 cesserà il mercato di tutelato per diverse tipologie di utenze.

Era già nell’aria dopo l’ennesimo rinvio avvenuto a fine del 2019, tuttavia visto l’andamento del 2020 non era certo che ci fosse stata la conferma. Conferma che invece questa volta è arrivata puntuale da parte dell’ARERA – Autorità che regolamenta anche il settore dell’energia elettrica e gas – e con l’avvento del nuovo anno diverse tipologie di utenti si troveranno a dover abbandonare il servizio di tutela.

Ma cosa succederà nello specifico?

In primis è opportuno specificare che il 31 Dicembre non c’è stato nessun black-out.

Vediamo insieme cosa è successo a partire dal 1 Gennaio 2021 e per chi.

200.000 imprese nel mercato libero

Le utenze interessante a questo imminente cambiamento sono circa 200.000 e principalmente sono imprese. Infatti, questo primo cambiamento verso la completa liberalizzazione del mercato è rivolto esclusivamente alle imprese che hanno tra 10 e 50 dipendenti e un fatturato annuo tra i 2 ed i 10 milioni di €, alimentati in basse tensione o con un punto di fornitura con almeno 15kW di potenza. 

Alla fine, dopo diverse ipotesi, l’Autorità ha deciso per optare per un’uscita graduale dal mercato tutelato, introducendo il “servizio a tutela graduale” che prevede principalmente due step per i consumatori coinvolti.

A partire dal 1° gennaio 2021 e fino al 30 Giugno 2021, i soggetti coinvolti in questo cambiamento passeranno automaticamente e temporaneamente, nel “servizio a tutele graduali”.

Nella pratica non ci sarà nessun passaggio di fornitore, si continuerà a ricevere le fatture dal proprio fornitore della maggior tutela, l’unica differenza sarà nelle condizioni contrattuali applicate, che saranno quelle PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela).

Il secondo step invece avrà inizio successivamente al 30 Giugno, qui il cambio sarà radicale, ovvero vi sarà un vero e proprio passaggio al mercato libero, attraverso specifiche procedure concorsuali, nonché delle vere e proprie gare a livello territoriale, che saranno ripetute dopo 3 anni.

Non è da escludere che tali procedure vengano confermata anche per tutte le utenze domestiche destinate ad abbandonare il mercato tutelato dal 1 Gennaio 2022.

Cosa comporta questo cambiamento?

La “tutela” a cui si riferisce il regime di tutela riguarda il contenimento dei prezzi. Difatti nel regime di tutela i prezzi erano (e lo saranno fino alla cessazione definitiva) aggiornati trimestralmente da parte dell’ARERA e questo permetteva ai propri utenti di avere un continuo e costante aggiornamento dei prezzi, viceversa nel mercato libero vi è un vero e proprio accordo commerciale tra l’utente e il fornitore che stabiliscono prezzo e durata del contratto e dell’offerta, che tendenzialmente durano 12 o 24 mesi.

Quindi sino ad oggi chi è stato fornito in regime di tutela non ha dovuto preoccuparsi più di tanto della propria offerta e del proprio contratto, in quanto il tutto veniva regolamentato dall’ARERA e sotto un certo punto di vista poteva “dormire sonni tranquilli”.

Con l’introduzione delle tutele graduali, gli utenti si vedranno pian piano catapultati nel mercato libero e quindi dovranno cominciare a diventare parte attiva delle proprie forniture se non vorranno ritrovarsi con un fornitore di cui non si conosceva nemmeno l’esistenza solamente perché ha vinto una gara di appalto.

E dopo cosa succederà? Chi garantirà che quel fornitore una volta aggiudicata la gara ed essere entrato in possesso di migliaia di utenti non incomincia ad approfittare della situazione?

Inoltre, come se non bastasse, si dovranno analizzare offerte commerciali, contratti, clausole, affinché non si ritrovi a fare una scelta sbagliata che possa costare caro, tenendo in considerazione che oggi nel mercato libero sono presenti ben oltre 600 fornitori di energia elettrica e gas ognuno con molteplici offerte.

Insomma, diciamo che lo scenario non è dei più semplici per chi fino a ieri non ha dovuto preoccuparsi, o quantomeno informarsi, su tutto questo settore e del suo funzionamento.

Molto spesso capita di sottoscrivere una buona offerta e pensando di aver fatto un affare ci si stabilizza con quel fornitore ignorando l’evoluzione del contratto, che magari dopo 12 mesi ha visto lo scadere dell’offerta commerciale e di conseguenza degli aumenti.

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