Per un corretto e massimo funzionamento dell’impianto fotovoltaico, lo stesso dovrà essere pulito in modo costante e approfondito. In questo articolo vedremo come affrontare una pulizia, tramite il fai da te, con relativi accorgimenti per evitare dei danni.

Un impianto fotovoltaico è esposto 24/24 ore agli eventi atmosferici, quindi sole, acqua, vento, oltre alla presenza di smog, fumi nell’ambiente e residui organici, questo mix può gradualmente far abbassare la recettività dei pannelli. e di conseguenza tutto ciò potrebbe ridurre la sua efficienza.

In virtù di ciò diventa fondamentale effettuare una pulizia dei pannelli fotovoltaici, per evitare di perdere parte della sua efficienza, con conseguente diminuzione del rendimento energetico, che a sua volta si tramuterebbe in risparmio in bolletta.

Difatti, un impianto sporco, con parte della superficie dei pannelli ricoperta da polvere e detriti, riuscirà a convertire meno energia solare in energia elettrica, così facendo occorrerà un maggiore prelievo dalla rete nazionale per soddisfare il proprio fabbisogno

Si stima che un impianto fotovoltaico “sporco” possa diminuire la sua efficienza di almeno il 5%, che corrisponde a circa 40 kWh/annui per ogni kW di potenza installato.

Ma quindi cosa fare per evitare ciò? Com’è possibile capire quando effettuare una pulizia del proprio impianto? E come farla?

Quando?

In base alla propria zona e alle condizioni atmosferiche, la sua pulizia potrebbe essere mantenuta grazia ad “un aiuto naturale”, ovvero pioggia e vento.

Magari in inverno, avendo delle frequenti piogge, non sarà necessario intervenire, mantenendo una condizione dignitosa per la produzione stessa.

Nonostante ciò, non basta!

La naturalezza del lavaggio, grazie alle condizioni metereologiche, non agisce fino in fondo, quindi per avere una pulizia quanto più ottimale occorre intervenire fisicamente, ma quando?

Il periodo più indicato per pulire i pannelli fotovoltaici è alla fine dell’inverno, prima del picco stagionale, in quanto la primavera e soprattutto l’estate sono i periodi dell’anno in cui il fotovoltaico rende di più, perché il sole è alto nel cielo per parecchie ore al giorno.

Il tutto, possibilmente, sempre nelle prime ore del mattino quando il pannello è ancora freddo, evitando cosi sbalzi di temperatura che potrebbero causare dei danni!

Impianto sporco, sì o no?

In linea di massimo non è sempre visibile la superficie di un impianto fotovoltaico, in quanto lo stesso si trova installato presso il tetto della propria abitazione e in diversi casi non facilmente raggiungibile, magari per la presenza di sopraelevate o tettoie.

Un modo semplice per capire se i propri pannelli hanno diminuito la propria resa è quello di tenere costantemente monitorata la produzione del proprio impianto, magari tramite dispositivi a distanza, come un APP messa a disposizione dall’azienda installatrice.

Così facendo, bene o male, si riesce a capire i picchi di produzione dell’impianto e di conseguenza captare se qualcosa non stia funzionando nel migliore dei modi.

Difatti in alcuni casi, ad occhi nudo, non si nota uno sporco particolarmente evidente, tuttavia potrebbero esserci dei depositi sulla superficie che vanno a oscurare alcune celle riducendo così la porzione di pannello esposto al sole

In ogni caso ognuno di noi conosce bene la propria zona e sa quali sono le peculiarità, quindi se la zona risulta essere calda e secca, piuttosto la frequenza nell’accumularsi di fogliame o altro, come nel caso:

  • zona marina, dove si concentrano residui di sali e sabbia;
  • vicinanza di alberi, e quindi presenza di terra, fogliame e detriti naturali;

vicinanze di stabilimenti industriali, con relativi fuliggine e residui;

  • zona frequentata da volativi e quindi maggiore frequenza di deiezione animali.

Inoltre, tendenzialmente più ci si sposta verso sud, più aumentano i lunghi periodi secchi e quindi occorre programmare una pulizia sia prima che dopo la stagione secca, viceversa se le condizioni meteo risultano essere “regolari”, e quindi l’alternarsi di periodi secchi ma con frequenti piogge, allora è consigliato effettuare la pulizia anche una volta all’anno.

Come effettuare la pulizia e costi

Comprendere il livello di sporco è fondamentale per capire il da farsi.

Difatti un impianto fotovoltaico trascurato avrà bisogno di più accuratezza nella pulizia, e quindi sarebbe consigliato l’intervento di operatori specializzati, viceversa con una pulizia costante potrebbe essere sufficiente il fai da te.

I prezzi sono molto volativi in base a zona e dimensione dell’impianto stesso. Possiamo dire che per un impianto fotovoltaico domestico, più o meno 3 kW di potenza, il costo delle ditte specializzate è di circa 40€ al kW.

Tuttavia, c’è sempre la possibilità di effettuare la pulizia fai da te, ma bisogna fare molta attenzione agli strumenti che si utilizzano, per evitare di creare dei danni ai moduli stesso.

I consigli che vengono dati per una pulizia fai da te sono in primis l’utilizzo di acqua demineralizzata, in modo tale che qualsiasi impurità e sostanza esterna possano rimanere attaccati all’impianto stesso generando dei danni nel lungo termine.

Un altro accessorio di cui è consigliato fornirsi è quello di una spazzola, in modo da poter spazzare via anche i detriti più solidi.

In questo caso occorre che la superficie della spazzola non sia ruvida, in quanto la stessa potrebbe graffiare i moduli.

L’ideale sarebbe l’utilizzo di spazzole rotanti a pressione che possono essere combinate anche con acqua calda e creano un effetto di pressione/depressione sul pannello, rimuovendo completamente lo sporco dal vetro.

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