La bolletta del gas presenta molteplici voci e acronimi. In questo articolo sveliamo il loro significato e le loro funzioni.

Le spese energetiche in Italia rappresentano la terza voce del bilancio familiare, subito dopo la casa e l’alimentazione: eppure solo l’1% delle persone sa quanto paga effettivamente l’energia che consuma.

Inoltre, secondo uno studio di Nomisma Energia società di ricerca, ci vogliono 9 minuti per leggere una bolletta elettrica ma 6 ore per capirla e comprenderla, poiché contiene centinaia di voci difficili e nascoste.

Il mondo del gas è anche più complesso di quello dell’energia elettrica, in quanto presenta molteplici sigle e acronimi che mettono a dura prova i consumatori nel comprendere ciò che stanno pagando.

In questo articolo targato Energia Zero Truffe vogliamo approfondire le sigle dei dati tecnici presenti in una bolletta del gas e il loro significato.

I dati tecnici

I dati tecnici presenti nella bolletta del gas sono principalmente 4:

  1. PDR
  2. PDC (REMI)
  3. PCS
  4. Coefficiente C

Ognuno con un suo significato e con la sua funzione.

PDR, punto di riconsegna

Partiamo dal PDR, tendenzialmente il più importante per i consumatori dal punto di vista pratico.

Il codice PDR, acronimo di punto di riconsegna, è fondamentale per tutte le procedure legate alla fornitura del gas, come una nuova attivazione o una voltura. Sta ad indicare le singole utenze del gas e all’esatta posizione geografica del contatore.

Il codice PDR viene assegnato direttamente dal distributore dopo l’installazione di un nuovo contatore è composto da 14 cifre, dove le prime quattro identificano il distributore di riferimento, mentre le altre 10 sono il codice utente.

Qualora si cambi fornitore, il codice PDR non viene sostituito, né modificato in alcun modo.

PDC, punto di consegna

Se l’acronimo PDR sta per punto di riconsegna, significa che uno scambio è stato già effettuato in precedenza!

Difatti è proprio cosi: nel caso del PDR si tratta di un secondo scambio, tra fornitore e utente finale.

Il primo avviene proprio nel PDC, ovvero nel punto di consegna, dove, in questo caso, lo scambio avviene tra la rete di trasporto e la rete di distribuzione, permettendo di individuare la cabina situata nel punto più vicino all’abitazione.

Questa informazione nelle bollette viene riportata con la sigla <<REMI>>, il cui significato sta per REgolazione e MIsura.

PCS, Potere Calorifico Superiore

Con l’analisi delle ultime due voci entriamo nel vero e proprio tecnicismo della bolletta del gas.

Il potere calorifico superiore (PCS) sta ad indicare la quantità di energia contenuta in un metro cubo di gas a condizioni standard di temperatura e pressione.

In parole povere, e meno tecniche, sta a indicare la quantità di calore prodotta dalla combustione di un singolo metro cubo di gas.

Tale valore è fissato dall’ARERA, e per le utenze domestiche, è pari a 38,52MJ/mc, ovvero 38 mega joul e mezzo di energia prodotta per ogni metro cubo di gas bruciato.

Se volessimo scendere ancor più in tecnicismi, le condizioni standard a cui si fa riferimento sono una temperatura di 15 °C e una pressione di 1,01325 bar.

Tuttavia queste condizioni standard non possono essere uguali per tutto il territorio nazionale.

Ed è qui che entra in gioco l’ultimo dato tecnico, il Coefficiente C.

Coefficiente C

Ogni consumatore, per poter misurare con certezza il proprio consumo, dovrebbe essere munito di un convertitore di consumi.

Difatti, il convertitore di volumi di gas, detto anche erroneamente correttore di volumi, è un apparecchio che provvede a convertire i volumi di gas in funzione della pressione e della temperatura che varia nel tempo.

Normalmente i clienti domestici non sono provvisti di tale convertitore per un discorso legato principalmente al volume dei consumi, che non andrebbe a giustificare la spesa da sostenere, invece sono molto più frequenti nelle utenze di tipo industriale con consumi molto più elevati.

Per ovviare a ciò e poter permettere un calcolato adeguato ai consumatori, l’ARERA, ha introdotto l’obbligo, per i fornitori, di calcolare l’ammontare dei metri cubi di gas applicando un coefficiente di conversione, chiamato <<Coefficiente C>>.

Il Coefficiente C è quindi il coefficiente che converte il consumo misurato dal contatore, espresso in metri cubi (m3), nell’unità di misura utilizzata per la fatturazione, cioè gli Standard metri cubi (smc)

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